Adriano Cortiula

Adriano Cortiula

RINGHIERA monumentale

 Costruzione

Per la costruzione servono solo le competenze di base e gli arnesi di officina, non è richiesto niente altro.
Dato che la lavorazione è semplicissima spiegherò solo le parti che ho trovato più rognose.
Costruzione del cerchio e del semicerchio
Il cerchio che ho costruito aveva un diametro di 120 mm esterno e ovviamente 80mm interno.
In un’officina normale non c’è una calandra che avvolga un cerchio di queste dimensioni e tagliare un tubo a spessore è una operazione stupida (lo è per pochi cerchi figuriamoci per circa 700 anelli e 350 semicerchi).
Si può avvolgerli a caldo, va bene se sono pochissimi, ma non era il caso.
Inoltre uno dei problemi che avevo era quello che andavano tagliati in modo che di accostassero uno con l’altro in maniera che lo spessore massimo sia sempre di 20 mm.
Questo problema era sicuramente risolvibile, ma ho agito in un altro modo.
Per costruire il cerchio ho fatto uno stampino con cui ho pressato mezzo cerchio alla volta.
Inserisco pure un’immagine dello stampo al vero, sempre con quella di non predicare bene ecc..ecc..
Una volta ottenuti i semicerchi ho costruito una guida da posizionare sotto una troncatrice in modo da poter tagliare lo spigolo.
Ho usato una troncatrice a dischi abrasivi in quanto più veloce come operazione.
A destra si vede al vero la semplice guida e ho evidenziato (si vede meglio ingrandendo la foto) come avviene il taglio.
A questo punto ho ottenuto una serie di semicerchi con cui assemblare la ringhiera.
Qui nasce un problema, come fanno a stare questi cerchi insieme, chiunque lavori il ferro è consapevole che le fascette non bastano.
Il modo più rapido per tenere il tutto assemblato è quello di dare un punto di saldatura sulle giunzioni.
Il sistema coretto (illustro il più complesso ma il modo è questo).
La figura B è tecnicamente impossibile poiché uno degli spessori andrebbe a quota zero, quindi bisogna fare un doppio scanso come nella figura A.
Poi fare un foro passante e infilare un chiodo.
Questa operazione ha qualcosa di anacronistico ma purtroppo è corretta.
Ricordo che questa è teoria non economia.
Sul manufatto a prima vista c’è una serie di fascette che sembrerebbero illogiche.
Il motivo è da ricercarsi in una famosa legge di Newton, ovvero la fascetta può scivolare in basso non avendo, al contrario delle altre, un allargamento che ne impedisca il movimento.
Questo è un falso problema, poiché le fascette sono inserite a caldo pertanto si modificano al loro interno con la battitura, inoltre con il raffreddamento si restringono su se stesse creando un fissaggio inalterabile.
Si può affermare con qualche ragione che queste fascette non servono. (mi riferisco anche a quelle posizionate allo stesso modo nella parte inferiore)
Se il fissaggio è stato fatto come sopra spiegato sono inutili.
Questa affermazione è vera, ma in questa ringhiera sono un elemento molto importante dal punto vista grafico per una lettura più completa e agevole.
Inoltre servono a portare la distanza tra un elemento e l’altro a 100 mm (è una ringhiera per un luogo pubblico)
Evidenziano la verticalità e segnano l’inizio degli elementi orizzontali.
Inoltre, più prosaicamente, servono a nascondere dei pasticci fatti in sede di connessione.
A questo punto il montaggio della ringhiera è completo, manca solo la fascettatura, operazione assolutamente banale.
Tre misure di fascette con il profilo deciso in sede di progetto, quindi solo tre stampi. Per chiuderle ho acceso la forgia, unica operazione che sono stato costretto a farla a fuoco.
Il lavoro finito, voglio evidenziare, nonostante ci sia un bel spazio e la ringhiera sia visivamente leggera, c’è un punto di vista che crea questa sovrapposizione.

 

RINGHIERA monumentale
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