Cortiula

Waland

Fabbri

I Fabbri Mitici

Weland

E’ un ricchissimo figlio di papà, con tutti i vantaggi che il suo status gli offre.

Suo padre, un obeso di nome Wade, lo spedisce a imparare il mestiere dal miglior specialista del mondo, all’epoca era il famoso fabbro Mimir, Tempo dopo il suo entourage ha fatto sapere che aveva superato in abilità i maestri. La faccenda è dubbia, di lui si sa che prima di finire l’apprendistato si prese una lunga vacanza con i suoi due fratelli, Egil e Slagfid, nel loro capanno di caccia nel profondo della Foresta di Wolfdales. Tanto sperduto quel chalet non doveva essere, poiché andavano a caccia e a troie con grande disinvoltura. Tre di esse dopo un famosissimo spogliarello, vivevano con loro. Ölrún, Hervör Alvitur e Hlaðguðr Svanhvít, erano innamoratissime, fino a quando, dopo nove anni sono finiti i soldi.

Finiti i soldi, finito l’amore, finirono anche le ferie, Weland trovò lavoro presso il Re Nioungr, si dice che li ha forgiato la spada Mimungr. Ma iniziarono le liti con Amilias il fabbro del re, un brav’uomo.
Queste risse iniziarono proprio per l’attribuzione della spada. Dopo un certo periodo fu coinvolto in un furto di pietre preziose con omicidio, finì in galera, mentre Amilias non fu sfiorato dalla vicenda e rimase al suo posto.

La storia che ha raccontato di come se l’è cavata non ha mai convinto nessuno. E’ stato liberato in seguito alla morte di Nioungr, dall’amnistia che suo figlio, il nuovo re, diede in occasione della sua incoronazione.

Non si capisce bene se è stato un grande fabbro o era un ottimo venditore di se stesso.

Weland
Ritratto ufficiale

Spade famosissime sono uscite dalla sua officina, con tanto di certificato di garanzia. (“Il mio nome è [nome della spada] e sono dello stesso acciaio e della medesima tempra di Gioiosa e Durlindana” Officine Waland). Questo è il testo che si trova su ogni spada che è uscita dalla sua bottega, il che fa aumentare i dubbi Sia sulla provenienza della Durlindana che della Gioiosa

Non trascurava il lato burocratico dell’officina, teneva a posto le carte, usandole o facendole sparire alla bisogna, di conseguenza ne sono risultati dei casini inestricabili con le bolle di accompagnamento. Purtroppo i verbali delle visite della finanza non sono giunti fino a noi, probabilmente li ha fatti sparire.

Durlindana

 

La storia riporta che ha forgiato la “Durlindana”. Anche all’epoca il cattivo gusto regnava sovrano, in questo caso ha esagerato, all’interno della spa

da, ha inserito oltre l’acciaio, anche un dente di San Pietro, il sangue di San Basilio, capelli di San Dionigi e un a parte del vestito della Madonna. Di questo lavoro si è vantato molto, con presentazioni, esibizioni, passerelle, distribuzioni di cataloghi e brochure, ma non è mai riuscito a fare chiarezza.

Più di un fabbro lo ha accusato di aver usato una vecchia spada e averla solo acciaiata. L’accusa non è campata in aria, è saltata fuori una fattura intestata a Ettore di Troia, la quale fa supporre, fosse l’arma che ha usato contro Achille il giorno in cui ha avuto la peggio.
Quella spada sfiga ne ha portata, Orlando e Carlo Magno passeggiando in una sagra medioevale, davanti alla bancarella del Cavaliere Malagigila la acquistarono per pochi soldi, non è mai stato chiaro chi la pagata, sembra fosse stato Carlo, per poi regalarla al suo paladino, ma un’altra voce dice che, come al solito, dato il braccino corto di Orlando, Carlo ha solo anticipato i soldi e non li ha più rivisti. Quella spada era con

il paladino a Roncisvalle, quando questi lasciò la pelle. Venne recuperata dai suoi e poi portata a Carlo Magno, il quale risulta l’ultimo legittimo proprietario. Ora si trova a

Rocamadour non si sa a che titolo, piantata su una parete verticale. Per me è una patacca, tuttavia l’ufficio turistico di Rocamadour afferma che la spada incastrata è la Durlindana

Foto del catalogo Officine Weland

Cortana

Lavorando tanto, qualche lavoro gli riusciva male, Troppa fretta, troppa approssimazione, troppe deleghe a fabbri e apprendisti incompetenti. Ha forgiato la “Cortana” altra spada molto conosciuta. E’ conosciuta poiché, mentre l’acciaiava, ed era indietro sui tempi di consegna, si è rotta. Tempra troppo veloce, indurimento rapido quindi fragilità, imbranato.

Che piaccia o no L’ufficio marketing della sua officina è riuscito a venderla lo stesso al re di Inghilterra.
La motivazione che hanno us

ato è stata questa: “E’ simbolicamente rotta spuntata da un angelo, per evitare uccisioni ingiuste.”
Con questa clamorosa balla sono riusciti a piazzarla.
Incredibilmente si è pure conservato anche il certificato di garanzia.


Al giorno d’oggi fa parte del tesoro della corona inglese.


E’ facile controllare viene usata ad ogni incoronazione.
Solo gli inglesi potevano bere una panzana del genere.

Dal catalogo Weland Cortana

Excalibur

Veniamo a una delle spade più famose che è passata per l’officina di Weland. Si tratta di Caledfwlch che proprio uscendo da quella officina ha preso il nome d’arte di “Excalibur” Il pasticcio in cui è coinvolta è molto complesso. Le carte dicono che è stata costruita da Weland in persona, ma in questo caso manca il certificato di garanzia, e i documenti di compravendita sono troppo recenti. Purtroppo tutti sappiamo che la carta si lascia scrivere. Il fatto che qualcuno abbia visto la punzonatura all’interno dell’elsa che recitava “forgiata dai Calibi” non depone a favore di Weland.

Da ricerche recenti ad opera del prof. Bernard Cornwell,

sembra accertato che a forgiare Excalibur sia stato il grande fabbro Gofannon. Infatti molte cose in questo caso tornano.
Nell’archivio di questo fabbro si sono trovati ii contratti iniziali che riguardano la spada.
Provo a fare la storia.
Gofannon forgia una spada e la battezza con il nome di Caledfwlch, poi la mette in vendita, il prezzo è molto alto, è bella ma non bellissima. Non riusciva a venderla e ogni anno a dicembre se la ritrovava tra le rimanenze finali.
Provò a chiedere al suo competitor Waland, noto commerciante di spade, se riusciva a piazzarla. Ovviamente l’accordo era che una volta venduta Waland avrebbe avuto una percentuale su quanto incassato.
Fu così che la spada fece bella mostra di se nella vetrina delle officine Waland.
In una delle periodiche esposizioni venne vista da Merlino il quale si interessò, ma non perfezionò la transizione.
Visto chi era interessato, dietro a Merlino c’erano i soldi di Artù,
l’ufficio commerciale liquidò Goffanon con una cifra ridicola, e la scusa che era invendibile, sopratutto non era completa, mancava il fodero, e la lucidatura non era buona. Una volta avuta la proprietà

, alla spada fu imposto il nome di “Excalibur” e venne spedita nell’officina di Brigid per dei lavori di rifinitura.
Nel frattempo Merlino andò da Waland con il preciso intento di comperarla. I due chiusero, dopo qualche discussione, la trattativa.
Il contratto che fecero diventò famosissimo, il primo leasing della storia.
Merlino era soddisfatto, con pochi soldi mensili faceva un figurone con il suo re. Waland avrebbe avuto una rendita annuale e non avrebbe perso la proprietà, contava sul fatto che Merlino non avesse i soldi per la rata finale.
Rimaneva il fatto che la spada era da Brigid, per questo fu incaricata di portarla a Camelot e cosegnarla a Merlino.
Il druido con una cerimonia ufficiale, la diede a re Artù, nelle parole di augurio giunte sino a noi, c’è una frase che la dice lunga “Gofannon sarà invocato ogni volta che serve aiuto al possessore dell’arma”.
I creativi delle officine Waland, si superarono, non potevano far sapere che il tanto decantato Weland non era in grado di lucidare una spada e di fargli il fodero, inventarono la storia di una non meglio identificata dama del lago che la consegnò direttamente ad Artù. La spada fece una brutta fine, Artù la fece gettare in una discarica.

Excalibur
Prof. Bernard Cornwell

Altre spade

Weland probabilmente aveva un contratto di fornitura armi con la corte di Carlomagno. Da voci assolutamente incontrollabili, sembra che mandasse degli emissari sui campi di battaglia a fare incetta di armi malmesse, rotte usate, per poi dopo averle riparate rivenderle come nuove.

Altre spade passate da questo rivenditore sono

Almace, anch’essa era a Roncisvalle in mano a un paladino.

Gioiosa, La spada ufficiale di Carlomagno, oggi al tesoro imperiale di Vienna a Palazzo Hofburg (Quella del Louvre è un bidone, si vede anche dalle foto). Uno scritto all’epoca della sua forgiatura, dice così “ colui che   fece Gioiosa è stato ben ricompensato; impiegò due anni prima che fosse affilata.” (Bataille Loquifer, LX, 3115-7) La frase attribuita a Carlo vuole sottolineare l’esoso costo e i dilatati tempi di consegna.

Gramr, non potendo mentire sulle origini di questa spada, l’ufficio commerciale di Weland fornì questa versione. La spada è giunta a noi distrutta pertanto è stata riforgiata e ora è in grado di tagliare un incudine tanto la tempra è dura. Bhe…non si vergognavano a spararle grosse.
Nonostante gli sforzi quella spada non ebbe avventure particolari e si perse nel corso della storia.
Altre spade sono uscite da quella fucina mi fermo qui convinto di avere dato una idea abbastanza precisa su chi era Weland.

Almace
Gioiosa
Palazzo Hofburg Vienna
La sola del Louvre
Gramr
Catalogo officine Weland