Cortiula

Johann Georg Oegg

Fabbri

I grandi Fabbri innovatori

Johann Georg Oegg

Sono intimorito a scrivere su uno dei fabbri più importanti e famosi di tutti i tempi.
Come al solito la sua biografia si trova su Wikipendia, anzi c’è ne sono moltissime, tutte o quasi redatte con il copia incolla.
Per prima cosa inseriamolo nella linea temporale di questo mondo. (occidentale) e vediamo dove e come è vissuto. Poi vedremo come e dove ha lavorato e cosa ha fatto.

Ci sono decine di pubblicazioni su Oegg, per le date ho usato banalmente il libro che tutti abbiamo a disposizione ovvero:

Schlösser in Bayern
die residenz zu Würzburg
München verlegt bei Georg Muller 1923

Quindi se qualche data è sbagliata non prendetevela con me.

Johann Georg Oegg

La vita

Johann Georg Oegg era il figlio di Michael e Ursula Oegg.

La famiglia era di Silz in Tirolo, vicino a Innsbruk, sicuramente di ceto benestante, E’ nato il 24 aprile 1703, poi di lui della sua infanzia non si sa nulla.
Lo troviamo a Linz in alta Austria a lavorare presso un suo zio che casualmente come suo padre faceva il fabbro.
Peter Oegg e il marito di sua zia Cäcilia, Jakob Heusing sono maestri fabbri a Linz. Johann Georg imparò il mestiere di fabbro da suo zio Peter.
Che abbia imparato a fare il fabbro non ci sono dubbi, ma fino al 1733 non ci sono altre certezze.
I documenti disponibili mostrano che ha lavorato come fabbro negli edifici per il principe Eugenio a Vienna. 
Veniamo al 1733 da questa data molto del suo lavoro è conosciuto attraverso i documenti giunti fino a noi.
A quel tempo Oegg dovrebbe essere un maestro sia per l’età, sia per la decantata abilità, e sia perché il Il principe-vescovo di Würzburg Frédéric-Charles de Schönborn-Buchheim lo chiamò come responsabile dei ferri della sua residenza in Würzburg. Ho usato il condizionale poiché risulta che sia diventato maestro solo nel 1736.
Questa discrepanza non chiarita, può essere inutile, per il semplice motivo che all’epoca era necessario avere il titolo di maestro per poter aprire un’officina per conto proprio e lavorare come artigiano in ogni città o stato.
Per chiunque abbia presente la carta geografica dell’europa del 1700 sa che era un casino cervellotico e terribile. Probabilmente la città o lo stato del Würzburg, non accettava fabbri stranieri, anche se nella loro città di provenienza avevano i titoli per esercitare il mestiere.
Nel caso di Oegg, come vedremo, gli intelligentoni della gilda dei fabbri di Würzburg ci hanno messo del loro.
Il dubbio su quando Oegg sia diventato maestro rimane, per il motivo che il principe lo ha chiamato solo per le serrature.
In ogni caso a Würzburg fonda la sua officina che dopo poco tempo impiega una ventina tra fabbri e apprendisti, e qui crea i suoi capolavori.

Un capitolo a parte per i pagamenti, ha ottennuto cifre folli, ma dai documenti risulta che il principe di turno era sempre indietro con i saldi, spesso Oegg era costretto a scrivere solleciti. 
Nel 1738 a 35 anni Oegg sposò Anna Margaretha Zurwesten, figlia di un droghiere, Hanno avuto due figli, Anton e John. Nel 1743, ha acquistato due terreni e un’abitazione signorile con officina 
 nella Hintere Kapuzinergasse , cresce i figli e nel 1758 rimane vedovo,  muore nel 1782 con un certo tempismo, pochi anni prima che il suo grande capolavoro venga distrutto e svenduto come ferrovecchio. Lascia l’officina a suo figlio Anton che finisce opere disegnate da lui.
Purtroppo non è stato fortunato come Lamour, non solo gli hanno distrutto i lavori, ma non ha lasciato nessun libro di disegni. Qualche disegno c’è ma di sicuri c’è ne solo un paio che riporto di seguito.

I primi anni di lavoro

Il cancello del Belvedere

Come dicevo nella prefazione, si sa che ha imparato il mestiere nella officina di suo zio Peter a Linz.
In più fonti si trova il riscontro che Georg Oegg durante questo periodo ha viaggiato e sembra che lo abbia fatto più volte.
Una mia considerazione, negli anni venti del 1700 viaggiavano solo tre categorie di persone, i militari, i commercianti e i loro trasportatori, e i ricchi. Oegg di sicuro non faceva parte delle prime due categorie.

Il suo nome si trova associato nella costruzione del cancello del Belvedere a Vienna ma il lavoro è stato finito nel 1724 quando Georg aveva 21 anni. Difficile pensare che lo abbia disegnato o abbia avuto la responsibilità della realizzazione. Invece può essere che abbia preso parte in qualche modo alla costruzione. Ma anche qui ci sono dei dubbi il cancello è stato costruito dai maestri Arnold e Conrad Kiefer sulla base dei disegni di Hildebrandt.

Eugenio di Savoia

Schloßhof

Il problema si trova sul cancello della terza terrazza del giardino,
Non trovo fonti sicure, è associato a Georg ma sempre con accanto il nome di un’altro fabbro, Christian Kremer. Se questo fabbro fosse un suo dipendente non sarebbe citato, è verosimile che Oegg collaborasse con Christian. Sappiamo che Georg faceva parte dei leccaculo che erano alle dipendenze di Eugène de Savoie Carignan, e probabilmente per questo il suo nome è stato associato, non si sa con quanto realismo, al cancello del Belvedere.
Nel caso del Schloßhof invece le probabilità che abbia lavorato sono molto più alte, Il principe ha comperato il forte per trasformarlo nel 1725 e affidato i lavori a Hildebrandt, sempre quello. Secondo me il disegno del cancello lo ha fatto l’architetto, ma l’esecuzione richiama molto del barocco che poi Oegg utilizzerà a Winzburg.

Johann_Lucas_von_Hildebrandt

Würzburg

L’arrivo in città di Oegg deve essere stato meraviglioso, l’accoglienza degli altri fabbri è stata simile a quella che si riserva a una vipera che sta per morderti.
Non avevano neanche tutti i torti, probabilmente non potevano sapere che avevano di fronte uno dei più grandi fabbri mai venuti al mondo.
Ma come c’è arrivato?
Sembra che il Il principe-vescovo di Würzburg Frédéric-Charles de Schönborn-Buchheim lo abbia chiamato da Vienna, come responsabile delle serrature della sua residenza, inoltre lo ha nominato con un motu proprio, fabbro di corte. Si capisce l’odio dei colleghi di Wunzburg.
Ho trovato che un suo vecchio biografo, anche se succintamente dice che fu mandato a fare il fabbro da Eugenio o chi per Lui.
Io propendo per la versione classica, anche per il motivo di Gattinger.

La domanda che mi sono posto è la seguente, che ci facevano due individui benestanti, sui 30 anni, di bell’aspetto ancora scapoli negli anni trenta del settecento? La versione ufficiale dice che Gattinger era un operaio di Oegg il quale lo ha portato con se a Wunzburg. Ci credo poco, è molto più probabile che il loro talento lo affittassero nelle varie officine di corte e che soprattutto si godessero la vita, quello che si dice oggi dei free lance. Inoltre non ci sono prove che abbia avuto una officina a Vienna, mentre appena arrivato a Wunzburg si sa dove e come aveva la bottega e persino l’insegna che era appesa fuori.
Le prime risse con i colleghi le ha affrontate da solo o con Gattingher, pare che a fare a pugni non era tanto scadente si difendeva bene. In seguito si formarono due fazioni da una parte i locali e dall’altra quelli dell’officina di Georg che diventavano sempre più numerosi mano a mano che Oegg li assumeva in bottega. Si picchiarono allegramente per diversi anni, tanto che qualche rissa è passata non solo alla storia ma anche negli atti giudiziari dell’epoca, come quella della vigilia del giorno dell’Ascensione, nel maggio del 1739, stranamente innaffiata a vino e non a birra.
In ogni caso Georg non era certo farina per fare ostie, con molti lavori sicuramente più pregevoli, e altri metalli, ha invaso il i terreno e il mercato dei locali.
In ogni caso nonostante la nomina a fabbro di corte, avvenuta il   17 dicembre 1733, evidentemente il problema c’era. Per tre anni si rifiutò di fare la prova per diventare maestro ma poi nel 1736 fece la prova e si iscrisse alla corporazione, nonostante questo, le risse continuarono imperterrite.
In una ricostruzione della sua vita, ho letto che aveva provato ad entrare nella gilda fin da subito ma era stato rifiutato. Se è vera questa versione i fabbri di Wunzburg all’epoca erano degli imbecilli.

Markus Gattinger

Scrivo questa piccola biografia, tanto per capire da che razza di tipi si circondava Georg Oegg.

Sappiamo che Markus è arrivato a Würzburg nel 33 insieme a Oegg poi ci sono poche notizie, probabilmente lavorava con lui. All’inizio, come vedremo, già dal primo anno hanno iniziato a lavorare sodo.

Dopo qualche tempo, non si sa se per calcolo o per caso. Sapendo come agiva Oegg, non sarebbe strano che per sfanculare e fregare clienti alla gilda locale, si siano messi d’accordo. Sposò nel 1741 Eva Rosinna Seewald, vedova del maestro fabbro del capitolo della cattedrale di Würzburg, quindi si installa nella sua bottega, e nel suo letto copulando alla grande, tanto che nei 12 anni che è vissuto con Rosina ha avuto sette figli.

Non conosco i folli regolamenti della corporazione dei fabbri di Würzburg all’epoca, ma so di sicuro che erano molto vincolanti e severi. Non bastava avere una officina e un diritto per accedere alla gilda, era necessario l’esame.

Di sicuro, Markus, aveva trovato il modo di farsi odiare, probabilmente sapeva fare a pugni anche lui, forse per questo quando, come prova, presentò la famosa cassa di ferro con 18 sbarre, fu bocciato dalla commissione d’esame. Denunciò il sopruso con un veemente reclamo alla corte, la quale decise immediatamente che il capolavoro dovesse essere riconosciuto senza esitazione come tale. Il 17 aprile 1742 Markus Gattinger fu nominato maestro.

Aveva le idee chiare e quando fu titolare disegnò e costruì in roccocò allontanandosi dal barocco di Oegg. Stranamente hanno i loro lavori uno accanto all’altro, nel duomo di Würzburg. Georg nella cappella Schönborn e Markus a pochi metri di distanza costruì la grata davanti al presbiterio la realizzò con sette operai tra il 1750 e il 1752 e che fu considerata la più importante opera del suo genere in tutta la Franconia, fino a quando nel 1945 una bomba intelligente, lanciata da un cretino, rovinò di brutto la chiesa la quale crollò il 20 febbraio del 1946 e in quella occasione spostarono la griglia o i resti della stessa nell’ingresso ovest della chiesa dove si trova tuttora.

Tirò le cuoia a Würzburg il 7 agosto 1753 a soli 40 anni, dove oggi la Gattingerstrasse lo ricorda e lo onora.

La grande cancellata del duomo di Wurzburg progettata e costruita da Markus tra il 1750 e il 1752. Sopra è una immagine del 1910, quando era al posto originale. Sotto dove si trova ora, anche un cieco può vedere come si trovi soffocata. Non è intera nel crollo è stata danneggiata e poi adattata in un nuovo spazio.
 Non parlo mai di effetti artistici, ma qui devo portare l’attenzione sullo stile (lo stile non è arte si impara e  seguendo le regole lo si realizza al meglio delle proprie capacità).
Quella che vedete a fianco è la cancellata della Abbazia di Amorbach che Gattinger costruì tra il 1748 e il 1750, guardate le differenze con lo stile che ha usato per costruire la cancellata del duomo. 
Come si vede dalle immagini, nella cattedrale di Wurzburg si era già allontanato dal potente barocco di Oegg,  ma a Amorbach si è immerso in pieno rococò,   l’immagine della cimasa certifica in modo assoluto la smaterializzazione (scusate il termine) del metallo che va a confondersi con il vuoto circostante. E’ l’ultimo ruggito di questo effeminato stile, il Luigi XVI° incombe, e nel volgere di pochi anni questi lavori verranno  quando non distrutti, derisi.
Il disegno di Markus

Un libro dedicato a Oegg e Gattinger 

(Johann Georg) Oegg und (Markus) Gattinger, zwei Würzburger Kunstschlosser des 18. Jahrhunderts. Festgabe zur Oegg-Feier Würzburg.
Schrepfer, Philipp / Stumpf, Josef.

I primi lavori

Schönbornkapelle

Gia nel 1734 risulta che abbia consegnato i primi lavori, in cui si vede la mano, essendo piccoli è probabile ma non sicuro che li abbia disegnati lui. si tratta di due salvavetri ben inseriti nel portone della Schönbornkapelle. Poi c’è una porta interna che giudico piuttosto acerba come stile, è riprodotta accanto per il giudizio.

Oegg_-_Schönbornkapelle_Domtür_01
Oegg 111
Oegg 113

La rostra delle rostre

Qualcuno ha scritto che questa rostra sia il primo lavoro che Oegg abbia fatto a Wurzburg. Ovviamente non lo so ma a vederla (è uno dei lavori che conosco a memoria) mi sembra più matura che non gli accademici disegni dei salvavetri. Ci sono delle ingenuità di disegno, soprattutto nella terza dimensione, in pratica il peso visivo dei quattro punti che a lato ho evidenziato in verde, sembrano appiccicati sopra.

Il capolavoro

Inizio male, cercando di spiegare, il motivo per cui il capolavoro di Oegg è stato distrutto.

E’ stato gettato via perché non piaceva, era considerato brutto.

Nel 1764, ha avuto anche l’umiliazione di veder scartato il suo progetto dello scalone d’onore.

Oegg era in ritardo sul gusto, non per colpa sua ma con il dilatarsi dei tempi di costruzione il gusto era cambiato, un suo biografo ha scritto che era in ritardo di una generazione.

Se ragioniamo ai nostri tempi, chi non vorrebbe distruggere tutto il pseudo acciaio forgiato che le industrie hanno prodotto in questi anni?

C’è una differenza, noi vorremo gettare dei lavori fatti dalle macchine industriali a milioni di pezzi, al tempo hanno distrutto l’opera unica e straordinaria di un grande fabbro.

E’ andato tutto perso ci restano solo le stampe e qualche ricostruzione come questa: https://www.youtube.com/watch?v=l7t-tIYeOT8

O le immagini non da stampe a lato, il tutto fatto dal Sig. Mark Pieters

La storia della cancellata della residenza dei vescovi di Wurzburg è notissima, credo che qualsiasi fabbro la conosca. La riassumo brevemente. (scusate la pedanteria dei nomi ma è necessario per seguire la linea temporale)

I lavori per la residenza iniziano nel 1720 sotto il regno di Johann Philipp Franz von Schönborn 1719-1724

Il suo successore Christoph Franz von Hutten 1724-1729 non mi è chiaro cosa abbia fatto.

Quando sale al trono Friedrich Carl von Schönborn 1729-1746, da un impulso notevole alla costruzione. A proposito della recinzione, in una lettera indirizzata al suo Ingegnere Hildebrandt datata 25 novembre 1731 scrive: è l’ornamento principale del nostro palazzo residenziale, merita eccellente attenzione. Quest’opera di porte e figure debba essere considerata come il più grande ornamento di tutta la residenza“.

Hildebrandt buttò giù un disegno di massima.

Nel 33 Carl mandò Oegg come responsabile delle serrature e lo nominò fabbro di corte.

Verso il 35 Oegg prese visione o gli affidarono la realizzazione della cancellata disegnata da Hildebrandt, Riporto la frase che ha scritto un biografo di Oegg malamente tradotta dal tedesco “ il suo sangue artistico rifiutò la riproduzione meccanica di un disegno estraneo”.

Quindi ridisegnò la cancellata.

La responsabilità dei lavori era dell’architetto Neumann.

Evidentemente Georg era stato convincente al punto che nel 37 il principe Carl diede istruzioni a Neumann di mettere sulla carta e dare avvio ai lavori, in quel caso l’architetto per i lavori in acciaio e ghisa, usò i disegni di Oegg molto più elaborati di quelli rigidi di Hildebrandt.
Il quel periodo Georg si stava già procurando “il ferro buono” vai a capire cosa intendeva, suppongo un buon ferro pudellato che all’epoca era costosissimo ma un po’ ne girava.
Sotto questo principe, oltre ad altri lavori, quasi completò l’ingresso. In questo periodo Auwera e Oegg fecero ombra a Neumann al punto che l’architetto lo chiamavano solo per vili opere di muratura.
Quando nel 39 iniziarono gli scavi per le fondamenta della recinzione Oegg aveva già completato le tre porte e diverse piccole grate.
Nel 1744 il complesso poteva dirsi terminato, anche se fu dipinto solo nel 46 l’anno della morte di Friedrich Carl von Schönborn.
Il successore, tale Anselm Franz von Ingelheim vien dal mare, nei suoi tre anni scarsi di regno, non fece nulla, anzi il suo primo atto fu quello di bloccare i lavori e licenziare Neumann, Oegg fu costretto, in questo periodo, a licenziare un terzo dei suoi dipendenti.
Per fortuna il tirchio durò poco e sopravvenne Karl Philipp von Greiffenclau-Vollraths 1749-1754 sotto il quale il lavoro venne completato.
Purtroppo già nel 1783 , solo un anno dopo la morte di Georg Oegg, il principe vescovo Franz Ludwig von Erthal chiese ai capomastri di corte, Johann Michael Fischer , Johann Philipp Geigel e Franz Ignaz Neumann se fosse possibile demolire la recinzione. Ottenne un parere negativo e per il momento si adeguò, ma espresse tutta la sua contrarietà. Ormai la demolizione era inevitabile, solo una questione di tempo.
Il 20 settembre 1820 , il principe ereditario Ludovico I di Baviera scrive “La brutta grata che blocca qui il centro della residenza, con la quale non si armonizza affatto,” bisogna toglierla è la conclusione. Il primo settembre del 1820 inizià la demolizione i, i gruppi scultorei vennero messi all’asta, mentre la ghisa e le opere forgiate da Oegg furono vendute come rottami di ferro ai fabbri della gilda di Würzburg.
L’opera considerata la più importante e costosa di tutta la residenza, quella che il principe Carl von Schönborn definì l’ornamento principale di tutto il palazzo, ebbe una vita di meno di 50 anni.

Oeggtor

Colpa la mia scarsa o nulla conoscenza del tedesco, non sono mai riuscito a capire del tutto la storia della Oeggtore o Rennweger Tor praticamente la porta a sinistra della residenza.
Questa porta è stata l’ultima che Oegg ha disegnato e probabilmente diretto la costruzione. Fa fede la cimasa, il cui disegno è uno dei pochi autografi del maestro giunti a noi, la testa che sbalzata che sta nella parte superiore sotto la corona al centro, molti la identificano come il suo autoritratto, io non faccio parte dei molti, piuttosto lo vedo sulla porta dei giardini.

Nel 1880 hanno tolto i panelli laterali, e non si sa per quale motivo (sembra come bottino di guerra) sono finiti in un museo di Monaco, dove si trovano tuttora. 

E’ un secolo che la città di Wurzburg cerca di riavere indietro i due panelli laterali. La corrispondenza tra i cittadini di Wurzburg e il ministero delle arti di Monaco è qualcosa di esilarante, al punto che In una relazione è scritto: “noi chiediamo di mele e il ministero risponde su pere”. In ogni caso la città di Monaco si rifiuta da sempre, con argomentazioni più o meno valide, a restituire i due pannelli laterali.
Il signor Peter Schlagbauer ha fatto un fotomontaggio nel 2014 per dare l’idea di come l’ingresso doveva essere.
Hanno tolto i panelli e lasciato le due cimase, inoltre non so nulla del cancello o che fine abbia fatto.
Riporto la teoria della dottoressa, Verena Friedrich, presso l’lstituto di Storia dell’Arte dell’Università di Würzburg, nella sua tesi di laurea nel 1993 su Oegg, ha scritto: “Non c’è mai stato nessun cancello.
Il passaggio tra i due pilastri è sempre stato libero. Solo le due ali laterali (oggi percorsi pedonali) sono stati eseguiti”.

Certo che Wurzburg per anni non si è interessato molto alla faccenda, negli anni 20 del 900 sotto ci passava il tram e il filo di alimentazione lo avevano fissato nella parte bassa al centro della cimasa, la dove le due ghirlande si incrociano. Poi tolto il tram, hanno aperto al traffico cittadino, un camion troppo alto sradicò una ghirlanda che cadde. Da tener presente che ogni giorno passano in media 14000 vetture e settecento autobus, giusto per dare l’idea di cosa si deposita su quel lavoro. Tra piogge acide e incuria la cimasa si stava rapidamente deteriorando e marcendo. Nel settembre 2017 finalmente si sono decisi a restaurarla. Il 2 ottobre 2017 La giornalista Caterina Kraus dando la notizia del restauro sul quotidiano locale, scrive “La misura è finanziata dalla regolare manutenzione degli edifici del Libero Stato di Baviera, non si sa ancora quanto saranno elevati i costi” La preoccupazione sono i costi. Il compito del restauro è stato affidato a un fabbro locale, che non conosco, il sig. Schrepfer.
Non so nulla di come sia andata a finire, avevano due mesi per consegnare il lavoro.

Disegno autografo della cimasa principale
Autoritratto?
Fotomontaggio di Peter Schlagbauer
Uno dei panelli del museo di Monaco
Immagine anni 20

La sua casa

 L’indirizzo è Kapuzinerstraße 3

Si sa quando ha comperato casa, si sa anche che i lavori fabbrili della stessa li ha fatti lui o i suoi operai. Durante la seconda guerra mondiale la casa fu distrutta dai bombardamenti. Nel dopoguerra fu ricostruita ed è scritto ovunque che le griglie delle finestre siano state recuperate quindi opere autentiche di Georg Oegg.

In base alle fotografie, come si vede ci sono anche quelle precedenti alla demolizione, io dico di no, non possono essere in alcun modo opera de Georg o di Anton Oegg, al massimo sono coevi solo i fianchi.

Volute, spessori, proporzioni, non c’è niente che vada bene.

Il ragionamento non si basa su questioni stilistiche, ma su questioni di laminazione e imbranataggine di chi le ha fatte. Ingrandite le immagini per vedere se dico stupidaggini.

Se mi sbaglio peste mi colga.

 Altri lavori

Non posso inserire tutti i lavori di Oegg in mio possesso, ho un migliaio di foto, e non saprei quante violazioni del copyright farei, pubblico solo quelle trovate su internet che reputo di pubblico dominio. La porta del giardino, la famosissima chiave che fungeva da insegna sopra la sua porta ( in fondo è spesso chiamato schlosserkunst mai schlosser) La decorazione del banco della farmacia, non li descrivo poiché sono lavori conosciuti anche ai profani.

Nel pettine della chiave sono le iniziali di Oegg JGO

Oegg nel mito

Johann Georg Oegg è forse l’unico fabbro reale che è diventato un personaggio fantasy, con un ruolo ben definito nel Mondo Disco.

Sir Terence David John Pratchett, è colui che ha portato Georg Oegg nel mito. Immagino che tutti abbiano letto i divertentissimi suoi libri.
Nel portare il mito reale nella fantasia gli ha tolto una vocale, ma gli ha dato delle qualità che forse nella realtà non aveva, tipo: saper ferrare le formiche.
Jason Ogg: Il figlio primogenito Di Tata Ogg è il fabbro di Lancre, il paese dove suo fratello fa il soldato e forma da solo l’intero esercito, ma non quando è sdraiato.
Jason è un virtuoso del martello ma conosce anche la formula magica, detta “la parola del cavaliere” che gli permette di calmare gli stalloni più rissosi per ferrarli. Nonnina Weatherwax però ha scoperto questa parola, Quando Ogg si avvicina al orecchio del cavallo gli sussurra a bassa voce “ o stai fermo o uso il mio pesante martello sulle tue parti anatomiche più delicate”
A Pratchett non era sfuggito che il vero Oegg era spesso coinvolto in risse, e questa caratteristica la trasmessa al personaggio, il quale viene chiamato ad appianare le discordie, spesso gli basta sollevare i contendenti in aria fino a quando non smettono di litigare.

Ogg 051
Jason Ogg
Famiglia Ogg
Famiglia Ogg
Il fratello Shawn Ogg
Il fratello Shawn Ogg

l’officina

Purtroppo non so nulla della sua officina, tutti si sperticano con descrizioni artistiche, di quanto   era bravo, di parallelismi di gusto e via con minchiate del genere, mai una notizia che serva a qualcosa.

Vado a naso, sappiamo che aveva comperato casa nella Kapuzinerstraße e sappiamo che il laboratorio era li vicino. Il Meno scorre a un km in linea d’aria ma probabilmente l’acqua, attraverso qualche canale la prendeva da un fiumiciattolo il Pleichach che è a soli 500 metri. Insomma i magli li doveva attivare in qualche modo. Ho letto che aveva sette fuochi, si può dedurre che fossero le forge, se aveva una trentina di operai non sembra esagerato. Ma quanto carbone consumava e di che tipo non lo so.
Che incudini aveva, buio totale. Alle domande più interessanti non ho risposta.
Ha usato ghisa, ma a occhio non ha usato prodotti di laminatoio, l’acciaio doveva essere quello pudellato, più difficilmente quello magliato (battuto).

In morte

Non so quanto è conosciuto fuori dalla cerchia di noi fabbri, devo ammettere che però lo hanno ricordato in modo onorevole. Come a Gattinger, Wurzburg gli ha dedicato una via, la Oeggstraße vicino al luogo dove aveva realizzato i suoi capolavori.

Nel 1952 lo scultore Julius Bausenwein realizzò la statua collocata nei giardini della residenza.

Nel 1952  all’ingresso dell’Hofgarten la cittadinanza ha posto una lapide in memoria.

Sempre nel 1952 i Cittadini di Silz gli conferirono la cittadinanza onoraria

Nel 1956 i cittadini di Silz in Austria, sua città natale, hanno eretto una lapide in suo onore.

Nella Chiesa di San Pietro e Paolo, dove si trova la sua tomba,  Werner  Hofmann ha realizzato una targa in suo onore.

C’è anche un particolare macabro, morì il 15 ottobre 1782, fu sepolto nella chiesa parrocchiale presso l’altare di S. Croce
La chiesa fu distrutta dai bombardamenti nel 45. Un comitato del municipio, in base hai registri parrocchiali fece delle ricerche, tra le macerie, correva l’anno 1951, scoprirono la bara di Georg con i suoi resti, lo avevano seppellito con il grembiule di pelle da fabbro. Ora riposa in pace nella stessa chiesa.

Georg Oegg
Monumento di Silz
Lapide nella Chiesa Parrocchiale
Lapide dell'Hofgarten
Cittadinanza onoraria a Silz
Cittadinanza onoraria a Silz
I resti mortali di Georg Oegg
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